Il Chianti finisce prima di quanto si pensi. Scendendo da Colonna del Grillo verso sud, in una ventina di chilometri i filari lasciano il posto a colline di argilla, quasi senza alberi, che d'estate diventano gialle e d'inverno grigie: sono le Crete Senesi, e sono un paesaggio completamente diverso da quello che si vede dalla finestra di casa.
Asciano, la porta delle crete
Asciano dista diciannove chilometri, circa venticinque minuti. È un borgo murato con un buon museo civico e archeologico, e funziona bene come base per girare la zona. Da qui partono le strade panoramiche che attraversano i calanchi e le "biancane", i rilievi chiari di argilla che danno alle crete il loro aspetto lunare.
L'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
A ventotto chilometri, in mezzo a un bosco di cipressi che spicca sulle argille intorno, c'è l'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, casa madre della congregazione benedettina olivetana. Il motivo per andarci è il Chiostro Grande: trentasei scene affrescate con le storie di san Benedetto, iniziate da Luca Signorelli e portate a termine dal Sodoma. È uno dei cicli pittorici più straordinari della Toscana e resta molto meno affollato di quanto meriterebbe.
Nell'abbazia si visitano anche la chiesa, con il coro ligneo intarsiato, la biblioteca e il refettorio. È un monastero attivo: gli orari seguono la vita della comunità e vanno verificati prima di partire.
Come organizzare la giornata
Il modo migliore è partire la mattina, arrivare all'abbazia quando apre, pranzare ad Asciano e tornare nel pomeriggio passando dalle strade bianche. Sono circa sessanta chilometri in tutto: una giornata piena ma senza fretta.
Due paesaggi in un soggiorno
Da La Sosta nel Chianti si va a nord verso i vigneti del Chianti Classico e a sud verso le argille delle crete: due Toscane diverse nella stessa giornata.